Programma 12-17 Gennaio
Mar 12 Gennaio
SANDRO JOYEUX [afro-folk'n reggae/FRA/ITA]
Sandro Joyeux – chitarra e voce
Emanuele Brignola - basso
Antonio Ragosta – chitarra
Vincenzo Mazza – percussioni
Il cuore e le orecchie guardano all’Africa! Sandro Joyeux getta un ponte tra la canzone francese e i ritmi del mondo, mescola musica di viaggi, di danza e di condivisione. Diverse migliaia di chilometri di viaggi hanno creato il suo stile unico, percussivo e vibrante. Chitarrista e cantante dei 100 DROMADAIRES, gruppo nato a Lille nel 2001, vagabondo e devoto all’autostop, nei sui spettacoli ti trascina in un viaggio tra le strade del Mali, del Congo, del Senegal, passando per la Jamaica e l’Europa. Le sue canzoni parlano di città lontane, Dakar, Kinshasa, Kartoum, raccontano storie di villaggi di fiumi e di foreste.
Dopo aver suonato in solo a Roma ha avuto la fortuna di incontrare bravissimi musicisti che lo accompagneranno in questa bella avventura.
http://www.myspace.com/100dromadaires
Mer 13
Choro brasiliano – appuntamento settimanale a base di choro e bossa nova, al quartetto di base si affiancano abitualmente decine di musicisti in una jam session unica nel suo genere.

Gio 14
Rafferrari quartet – Jazz.

Progetto originale del pianista compositore Raffaele Ferrari
Ven 15
La Buona Novella – Folk/cantautoriale
Concerto spettacolo dedicato a Fabrizio De Andrè
Sab 16
Mistura Brasileira

Berg Campos – percussioni e voce
Flavio Ribeiro – chitarra e voci
Osmany Dias e EVANDRO REIS – CAVAQUINHO
DOM 17
JAZZ SANS FRONTIERES/RassegnaGli africani salveranno anche Roma ore 19 : presentazione documentario “Il silenzio fragoroso” realizzato dalla documentarista etiope Maryam Sanay. Maryam, ripercorrendo anche la propria esperienza personale, racconta in un cortometraggio di 20′ la vita delle donne partecipanti al corso di italiano per stranieri tenuto ogni anno presso la scuola Carlo Pisacane, a Tor Pignattara. Saranno presenti le educatrici della scuolaBeths Ampuero e Marina Tucci, le quali introduranno brevemente la storia ed i progetti realizzati dall’Associazione di Promozione Sociale Asinitas, responsabile del corso. ore 20: aperitivo a cura del Beba do Samba. ore 20:30 : presentazione del video clip “Amadu Bary”. Il giornalista, scrittore e cantautore guineiano Filomeno Lopes dipinge, con l’ausilio di un’ironia tutt’altro che banale, il ritratto dell’immigrato africano alle prese con i pregiudizi e gli stereotipi dell’Italia di oggi, come recita il ritornello tolleranza zero, tra le parole chiave del testo. ore 21 : presentazione, a cura della redazione di Carta (tra i distributori del dvd, in occasione della campagna “Clandestino” promossa dalla rivista) del documentario “In between” di A. Diaco, E.Teodorani, H.Morango, P.Mota Santos, dedicato ai progetti e alle scelte delle cosiddette «seconde generazioni» di migranti in Europa. Nove sguardi sulla vita di ragazzi di Genova, Berlino, Barcellona, Madrid, Lisbona, Metz, Porto, Utrecht, Roma. Il documentario nasce da un progetto di ricerca europeo, coordinato dal Dipartimento di Scienze Antropologiche dell’Università di Genova, Tresegy [Towards a social construction of an European youthness]. ore 22 : “Più a sud del sud” pensieri detti, letti e cantati in una performance a due voci. Igiaba Scego, giovane scrittrice di origine somala, e Lidia Riviello, poetessa da sempre impegnata in tematiche d’approfondimento sulla realtà delle comunità immigrate in Italia, si cimenteranno in un “numero” dal forte impatto comunicativo, ispirato dai testi l’una dell’altra. ore 22:30 – CONCERTO BOOLE[afrojazz/ITA-SEN] Pap Kanoute : kora, voceLorenzo Fontana : flauti, saxJoy Grifoni : contrabbasso In lingua wolof “boole” vuol dire mettere insieme, unire, ed è questo l’obiettivo dei Boole Afrojazz Trio , unire le sonorità europee a quelle dell’Africa ( Senegal e Mali in particolare), unire jazz, sperimentazione e tradizione. Il repertorio si compone infatti di brani della tradizione orale dei Griot, i leggendari cantastorie che da sempre rappresentano la memoria vivente dei popoli africani, di molte composizioni originali e di alcuni standards della tradizione jazzistica. Ed il griot può rappresentare in un certo senso l’archetipo del jazzista, egli ricorda, ricordando racconta e raccontando improvvisa… Sarà inoltre presente un piccolo banchetto per la vendita dei libri e dei dvd presentati nel corso della serata. …direzione artistica a cura di Mariangela De Stefano…




No comments yet.