Erene in concerto

 

La cantautrice di origini torinesi che ha conquistato gli italiani della Grande Mela con la sua originale versione dell’Inno di Mameli, si racconta a La VOCE. Di formazione classica, si ispira al jazz ma anche ai cantanti nostrani. Si esibisce domenica 9 marzo al Rockwood Music Hall, nel Lower East Side

Torinese di nascita, newyorchese d’adozione, Erene Mastrangeli é una cantautrice che dal 2000 ha fatto della Grande Mela la sua casa e il suo palcoscenico. Ma l’Italia non l’ha dimenticata ed è sua la voce che ha risvegliato il patriottismo degli italiani a New York, quando, lo scorso aprile, è salita sul palco del gala della Italy-America Chamber of Commerce e ha cantato l’inno nazionale con uno stile inconsueto e inaspettato che ha suscitato grande emozione in sala, tanto che alla fine dell’esecuzione il parterre ha travolto la cantautrice con un’ovazione: Viva l’Italia. Dal quel momento Erene è diventata un poco la testimonial degli italiani a New York tanto che il Consolato Generale d’Italia l’ha invitata a cantare l’inno alla festa del 2 giugno.

Classica la sua prima formazione. Erene nasce come cantante nel coro di musica sacra al Teatro Regio di Torino. Nel ’97 la sua prima esperienza americana, a San Francisco, come ragazza alla pari per due mesi. Poi l’arrivo a New York, la lunga gavetta e l’incontro con personaggi chiave che l’hanno sostenuta e incoraggiata a seguire il proprio percorso.Tra questi l’artista irlandese, Rodney Dickson, che, subito dopo il suo arrivo New York, l’ha quasi adottata .

Di questo suo percorso racconta a La VOCE: “Ho lavorato come cameriera per un bel po’ di tempo ma ho avuto anche molta fortuna: dopo due mesi di lavoro all’Anyway Café nell’East Village, il proprietario decise di farmi esibire per tre ore tutti i lunedì sera durante la cena. Ho così iniziato a farmi conoscere nella comunità dei musicisti newyorchesi finché iniziai la mia prima collaborazione affinando al contempo il mio inglese. Da allora scrivo e conservo tutte le mie composizioni in uno schedario. Ho tirato fuori composizioni di 14 anni fa per riproporle oggi durante i miei concerti. Un’emozione unica”.

 

Leave a reply